Wunda Chair - Betulla baltica nera
La Wunda Chair è stata creata come una piccola sedia da appartamento che, una volta capovolta, si trasformava in un attrezzo per l’allenamento completo di 2 molle da letto. Sebbene il design si sia evoluto e non utilizziamo più molle da letto, la funzione e lo scopo hanno resistito alla prova del tempo e rimangono fedeli alla forma originale. La nostra Wunda Chair è una versione autentica dell’originale, che si converte da posizione di lavoro a posizione seduta e ha l’aspetto di un mobile di pregio.
Un approccio più moderno alla Wundachair consente una sedia a doppia modalità che, in modalità seduta, assomiglia maggiormente a un pezzo di arredamento ben progettato ed è più comoda e adattabile di qualsiasi altra sedia concorrente oggi sul mercato.
La nuova struttura della sedia è realizzata interamente in betulla baltica di qualità per mobili. Tutta la ferramenta esterna visibile è stata nascosta per un’estetica pulita e liscia.
- Il sedile rimovibile e l’imbottitura dello schienale contribuiscono a rendere la modalità sedia più confortevole. Il sedile/schienale è regolabile nell’angolazione e dispone di una maggiore imbottitura per il comfort; può inoltre essere facilmente ripiegato per lo stoccaggio quando è in modalità di lavoro.
- Abbiamo aggiunto un’imbottitura rimovibile per sedile/schienale come accessorio incluso, regolabile nell’angolazione per il comfort in modalità seduta.
- La nuova posizione di alloggiamento delle molle è stata aggiunta per mantenere le molle ordinate durante lo spostamento della sedia e durante il passaggio dalla modalità seduta alla modalità di lavoro.
- È stato aggiunto un incavo per la presa nello schienale per facilitare lo spostamento della sedia.
- Struttura in compensato di betulla baltica per resistenza e bellezza. I bordi sono lasciati a vista in modo autentico per mostrare la qualità del legno e i dettagli costruttivi.
- Poggiapiedi a sezione rotonda per posizionamento e geometria classici.
Dimensioni:
76,5 cm (H) x 54 cm (B) x 57,5 cm (L).



